Dal Liberty al Lifestyle

RAVENNADAL LIBERTY AL LIFESTYLE

Ricorrono i cento anni di fondazione di Milano Marittima nella prossima estate 2012, e quale meta italico vacanziera di pieno lifestyle, non potevamo mancare l’appuntamento. Molto vivibile e meta di un turismo sempre più connotato verso la qualità ed pubblico alto spendente, la località riveste ancor più fascino nel ripercorrere le tappe della sua fondazione, un pezzo della nostra storia che pochi ricordano.

La nascita e lo sviluppo di Milano Marittima risalgono ai primi anni del Novecento, quando Cervia era una piccola città di 9.000 abitanti e si basava su un’economia ancora arretrata, e la sua popolazione era in gran parte analfabeta, alle prese con i problemi di disoccupazione. Era una città che basava la sua economia sulla produzione del sale, sulla pesca, sull’utilizzo delle risorse della millenaria pineta, su un’agricoltura che viveva la fase di transizione legata alle bonifiche. Un’economia arretrata, in cui il turismo era ancora in una fase pionieristica. Nell’ultimo ventennio dell’Ottocento però, era già cominciata una prima fase di sviluppo turistico, favorita dal miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie di un territorio considerato ancora malarico e dalla costruzione della ferrovia, prima con il tratto Ravenna – Cervia del 1884, poi con il tratto Ferrara – Ravenna – Rimini del 1889. È invece del 1882 il primo “Stabilimento balneare” a consolidare Cervia località marittima, lo “Stabilimento Bagni”, una mastodontica struttura in legno che ogni anno veniva montata in mare su palafitte, e che era costituita da un’ampia piattaforma dove si svolgevano le attività di intrattenimento e da cabine, rigidamente suddivise per sesso.

Nel 1884 l’inaugurazione del tronco ferroviario Ravenna Cervia aveva dato un forte impulso alla mobilità delle persone e delle merci e al nascente turismo. Nel 1907 fu instaurato un rapporto di convenzione tra l’Amministrazione Comunale di Cervia ed i Maffei, una delle più importanti famiglie borghesi del milanese; rapporto secondo il quale il Comune cedeva alla società lombarda una vasta zona di relitti marini con l’obbligo del concessionario di fabbricarne villini, parchi, giardini per creare così una nuova zona balneare. Questa fu denominata Milano Marittima, nome che annunciava proprio il forte legame con l’ambiente milanese. Al primo giugno 1911 risale invece la costituzione della “Società Milano Marittima per lo sviluppo della spiaggia di Cervia” della quale facevano parte il commendatore Napoleone Tempini, Aldo Tagliazucchi, il senatore Giovanni Facheris, l’avvocato Alberto Redenti, Felice Bianchi, Giuseppe Galli ed il pittore e cartellonista Giuseppe Palanti. Proprio lo stesso Palanti riprese in quel tempo le teorie di Ebenezer Howard riguardantila “Garden City”,la “Città Giardino”, un progetto urbanistico molto originale, che disegnava lo sviluppo di una città nuova in cui le residenze turistiche dovevano fondersi perfettamente con la natura circostante. Si trattava di una moderna città delle vacanze per la media borghesia lombarda, interamente costruita su una serie di villini adagiati all’interno della rigogliosa pineta. Tra questi bisognerà ricordare la casa dello stesso Palanti, una delle prime villette costruite, che ancora oggi può essere ammirata in Via 2 Giugno (angolo via Toti). Iniziò quindi uno sviluppo urbanistico notevole che, nonostante l’interruzione allo scoppio del primo conflitto mondiale, continuò poi sempre più evidente negli anni Venti. Il 20 ottobre 1927 Cervia fu riconosciuta, con Decreto ministeriale, Stazione di Cura, Soggiorno e Turismo grazie anche al contributo della nuova località di Milano Marittima; così da quell’anno, non solo proseguì la costruzione dei villini nella pineta, ma cominciò anche l’edificazione dei primi alberghi, colonie ed esercizi di ristorazione. Lo sviluppo turistico si fece più intenso negli anni Trenta, per interrompersi nuovamente con il secondo conflitto mondiale e riprendere nel dopoguerra rendendo la località uno dei più rinomati centri balneari d’Italia. Oggi in questa prospettiva vale ancor più la pena di programmare un soggiorno, che definiremmo balnear-chic.

 

14-06-2012