MILANOI MAGNIFICI SETTE DEL GOLF TRICOLORE

C’erano una volta i due fratelli Edoardo e Francesco Molinari: i “two Molinaris”, come li ribattezzarono con simpatia i giornali e i tifosi inglesi, durante l’ultima Ryder Cup dell’ottobre 2010 in Galles, dove hanno gareggiato entrambi nel team europeo. Poi arrivò il giovanissimo Matteo Manassero e si parlò dei “tre moschettieri” del golf italiano. Con i successi di Lorenzo Gagli, i moschettieri - come nel celebre romanzo di Alexandre Dumas – sono diventati quattro. Ma ora, dopo le recenti affermazioni di Andrea Pavan, Federico Colombo e Alessandro Tadini, il golf tricolore si può legittimamente vantare dei suoi “magnifici 7”.

E chissà che, al termine della “qualifying school”, non s’aggiunga ancora qualche altro alfiere dello squadrone azzurro. Con la vittoria di Pavan al Grand Final del Challenge Tour sul suggestivo percorso del San Domenico Golf, in Puglia, e il piazzamento di Colombo e Tadini fra i primi 20 che ha assicurato loro la “carta” per partecipare l’anno prossimo all’European Tour, il golf italiano può schierare così una presenza che non era mai stata tanto qualificata nel prestigioso circuito continentale.

Un successo sportivo che si deve innanzitutto al talento dei giocatori, al loro impegno agonistico e al loro rendimento sul campo. Ma anche un riconoscimento per il supporto organizzativo e tecnico predisposto dalla Federazione Italiana Golf, presieduta da Franco Chimenti. Già nel mese di giugno, durante l’Open d’Italia disputato a Torino, il presidente della Fig era stato premiato con la “Pallina d’oro” dall’Aigg, l’Associazione dei giornalisti golfisti, a testimonianza dell’audience crescente sui mass media e presso l’opinione pubblica che – sotto la sua guida - il golf tricolore ha saputo guadagnarsi in virtù delle prestazioni sportive nelle gare internazionali. I fratelli Molinari - già vincitori della Coppa del Mondo, conquistata per la prima volta dall’Italia nel 2009 a Mission Hills, in Cina – sono ormai due stelle di prima grandezza nel panorama del grande golf.

Il giovane Manassero, appena diciottenne, continuerà la sua brillante carriera fra i professionisti, cercando di crescere ulteriormente sul piano della tecnica e soprattutto dell’esperienza. E Gagli, reduce da una stagione straordinaria, sarà chiamato a confermare le sue qualità che a 26 anni lo hanno già portato a sfiorare il successo nel Madrid Masters, dove s’è piazzato al secondo posto.

Toccherà quindi alle “new entry” misurarsi con i campioni dell’Eurotour, per contribuire a tenere alta la bandiera del golf italiano. Se Alessandro Tadini, professionista dal 1994 e vincitore di tre gare nel Challenge Tour, è arrivato a questo traguardo all’età di 38 anni, per il futuro le attese maggiori dei tifosi sono puntate soprattutto sui più giovani: Andrea Pavan (22 anni) e Federico Colombo (24) che hanno chiuso la stagione del Challenge piazzandosi rispettivamente al secondo e al settimo posto dell’ordine di merito. In un’intervista alla “Gazzetta dello Sport”, Massimo Scarpa, team manager dei professionisti azzurri che negli ultimi anni ha seguito e visto crescere questi ragazzi, ha spiegato così il fenomeno dello squadrone azzurro: “Credo che si sia creato tra di loro uno straordinario spirito di emulazione. Dopo aver visto prima i fratelli Molinari e poi Manassero, hanno capito che era possibile pensare in grande con impegno e dedizione. Da loro, il prossimo anno, mi aspetto innanzitutto umiltà e pazienza. Le qualità ci sono, le motivazioni anche”.

04-04-2012